Menu principale:
Comunicati stampa
Conferenza Stampa
27 ottobre 2009
“Novembre al femminile: un percorso di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne”è la manifestazione con il patrocinio della Regione del Veneto, del Comune e della Provincia di Treviso,dell’OMCeO di Treviso e delle tre ULSS di Asolo, Pieve di Soligo e Treviso, che accompagnerà la cittadinanza, con un appuntamento al giorno, nel mese della giornata internazionale contro la violenza.
La manifestazione, gratuita e aperta a tutti, nata dopo alcuni anni di collaborazioni con realtà attive nel territorio, vuole valorizzare le risorse presenti e cercare nuove risposte attraverso la sperimentazione di modalità aggregative e linguaggi diversi per trattare una questione vitale con/tra la gente, promuovendo un fronte comune contro la violenza, nel superamento della lotta fra i sessi.
Questo complesso programma vedrà interagire una quarantina di esperti fra seminari, tavole rotonde, cinema e laboratori espressivi.
La manifestazione è nello stile eclettico del femminile perché è la modalità della donna riuscire ad accudire e nel contempo dirigere, ascoltare e agire, attendere e soccorrere. E così, Novembre al femminile passa dai laboratori al giornalismo, dalla filosofia alla scienza, dai concerti alle mostre e al confronto tra referenti dei vari Servizi e delle Associazioni che avvicinano e trattano la problematica della violenza. Tutti interverranno alla luce dei loro saperi ed esperienze.
Le serate di apertura e di chiusura, celebrate con concerti, le seminariali e cinematografiche si svolgeranno alla Fondazione Benetton Studi Ricerche "Spazi Bomben per la cultura”; i laboratori espressivi si terranno in
un luogo accogliente e accudente, l’Hotel Boscolo Maggior Consiglio.
Oltre 15 artisti (uomini e donne), emergenti e professionisti, esporranno opere pittoriche e grafiche nelle mostre “ la bellezza contro la violenza” e “ oltre il silenzio” presenti nelle due sedi.
La manifestazione è strutturata in modo che ciascuno possa costruire il proprio percorso di sensibilizzazione con uno o più incontri, in orari congeniali.
Le mostre e i laboratori espressivi mirano a migliorare la percezione delle tante forme di violenza, imparare a riconoscerne la frequenza e a interrogare il silenzio della violenza in famiglia, che nella nostra cultura appartiene all'ordine del non pensato, non detto e non ammesso.
Mirano a sottolineare come l’interiorizzazione della violenza subita, con produzione di vergogna e colpa, porta alla perdita del rapporto con l'altro e del senso di sé, verso un isolamento senza parola che non consente protezione e riparazione.
Solo due esempi per i laboratori: nel cerchio delle voci una cantante jazzista proporrà come articolare e dare autorevolezza alla voce nella dimensione dell'incontro con gli altri; nel laboratorio delle performance sonore si riscopre il soffio come segno della vita attraverso il suono in un flauto, in un’ocarina, o anche il soffio in una bottiglia vuota o nel tappo di una penna.
I seminari trattano della promozione del percorso dall’assoggettamento all’autorevolezza per contrastare la violenza, nelle ottiche della filosofia, psichiatria e psicoanalisi, dell’arte e del giornalismo, dell’architettura, cinematografia, giurisprudenza e della sanità.
E’alle radici della violenza la difficoltà di accesso all’autorevolezza: le donne arrivano a essere brave e buone, angeli del focolare e/o lavoratrice, quasi mai autorevoli.
La nostra epoca che privilegia le veline ha bisogno di scoprire il valore dell’autorevolezza e di riconoscere come anche la donna vittima di violenza può trasformare la sofferenza in esperienza e, da protagonista di una nuova conoscenza e di un nuovo sapere, farsi autorevole.
La ricerca dell’autorevolezza, da autori, interpreti e attori del proprio progetto di vita, è un obiettivo sostanziale del percorso di sensibilizzazione che la manifestazione propone, perché si può contrastare e riparare la violenza solo all'interno di una cultura che attraverso condivisione, partecipazione e pariteticità valorizzi le differenze di genere.
A cura di Sara Tabbone – Presidente AIDM Treviso