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Finanziaria e PMI: 2010 sarà vera ripresa? La ricerca della giusta “dieta” per il rilancio dell’economia reale

Articoli originali


di Maurizio Bortali


Il 25 gennaio 2010 si è tenuto a Vicenza il convegno dal titolo
Finanziaria e PMI: 2010 sarà vera ripresa? organizzato da Apindustria Vicenza. Nutrito il parterre dei relatori, composto da: Matteo Colaninno (Componente X Commissione Attività Produttive – Camera Deputati, PD), Massimo Donadi (Capogruppo Camera Deputati, IdV), Andrea Gibelli (Presidente X Commissione Attività Produttive – Camera Deputati, Lega Nord), Catia Polidori (Componente X Commissione Attività Produttive – Camera Deputati, PdL), moderati da Luciano Ghelfi (Capo redazione politica del TG2). L’incontro è stato aperto da Filippo De Marchi (Presidente di Apindustria Vicenza) il quale ha sottolineato nel suo intervento la necessità di maggiori risposte alle Piccole e Medie Imprese da parte del mondo politico, soprattutto in un momento così difficile per l’economia.

Il primo argomento trattato è stato il binomio Finanziaria – Piccole e Medie Imprese. Considerando lo scenario attuale e l’importante ruolo svolto da queste ultime per l’economia reale,
Gibelli ha evidenziato la necessità di ulteriori strumenti finanziari per le MPMI. In tal senso la X Commissione Attività Produttive ha previsto che almeno il 50% delle risorse disponibili collocate per lo sviluppo del Paese con finalità di ricerca, sviluppo e innovazione vada alle Piccole e Medie Imprese. Lo scopo di questa proposta consiste nel sostenere l’occupazione per evitare una dispersione del know how sviluppato nelle aziende, in quanto questo costituisce l’elemento fondamentale per una possibile ripresa. Donadi invece è intervenuto con una critica alla Finanziaria, spiegando le proposte a favore delle PMI che l’IdV aveva presentato. Tra queste è emersa la richiesta di girare alle Pubbliche Amministrazioni la liquidità temporanea che lo Stato aveva a disposizione nella Cassa Depositi e Prestiti per pagare i debiti verso le aziende private anziché investirla nei “Tremonti Bond”. Questa operazione avrebbe fornito un supporto temporaneo ad un sistema imprenditoriale che opera in costante apnea a causa di una generale sottocapitalizzazione e di una forte riduzione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito. Anche Colaninno ha espresso una critica alla Finanziaria. Il PD aveva proposto infatti di mettere a disposizione per la ricapitalizzazione delle imprese una parte della liquidità rientrata con lo scudo fiscale, allo scopo di favorire nelle aziende un riequilibrio tra i capitali di rischio e quelli di debito. In questa direzione è andata l’esortazione al Governo di attuare un provvedimento che favorisca con un'aliquota fiscale agevolata gli aumenti di capitale nelle imprese, per consentire alle stesse il raggiungimento di una maggiore solidità finanziaria. Colaninno ha evidenziato inoltre come il nostro sistema produttivo rischi di essere schiacciato nei prossimi 5-10 anni da una forte offerta internazionale sia a livello di costi che di qualità. In questo contesto i sistemi industriali vincenti saranno quelli che presenteranno un equilibrio nelle dimensioni aziendali (grandi, medie, piccole e micro aziende) abbinato ad un buon sistema finanziario: la solidità finanziaria delle imprese costituirà quindi un elemento decisivo per il futuro. Polidori ha concluso questa prima serie di interventi ricordando quanto la politica stia facendo per le PMI. Un esempio importante è la rivoluzione introdotta dallo Statuto delle Imprese (promosso dall’onorevole Vignali), strumento che identifica un corpus di diritti in particolare per le PMI. Lo Statuto è finalizzato a riconoscere il valore dell’iniziativa economica e i diritti delle imprese verso il fisco e la Pubblica Amministrazione; comporta inoltre una drastica semplificazione per le micro - piccole aziende e per l’avvio di nuove imprese giovanili, femminili, tecnologiche o collocate in aree svantaggiate. Prevede inoltre la creazione di un’agenzia per le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) e l’istituzione di una Commissione Bicamerale con il compito di valutare preventivamente l’impatto delle norme su di esse. Dal punto di vista pratico il progetto di legge introduce anche principi fiscali di rilievo: differenziazione della tassazione degli utili (con maggior vantaggio per gli utili reinvestiti), maggior vantaggio a persone fisiche o giuridiche che investono capitali di rischio nelle MPMI (per le quali vengono previste forme semplificate di imposizione), imposizione fiscale massima al 45% degli utili di impresa, divieto di introdurre tasse calcolate sui costi o sulle tasse stesse; infine prevede che lo Stato non possa pretendere versamenti da un’impresa se è debitore della stessa.

Il secondo argomento affrontato ha riguardato i rapporti tra banca e impresa, in particolar modo dopo l’introduzione dei dettami di Basilea 2.
Gibelli ha evidenziato come Basilea 2 abbia comportato per le banche una perdita del rapporto con il territorio e una maggior burocratizzazione nei confronti dell’impresa; l’accordo bancario necessita quindi di essere ridiscusso. Colaninno ha sottolineato invece come si debbano aiutare le PMI in questa situazione di crisi generale, dal momento che rappresentano il 95% delle imprese del Paese. Cosa fare quindi per spingere gli istituti di credito ad essere meno rigidi? Secondo Colaninno occorre un intervento equilibrato, collegando la richiesta di una maggiore flessibilità alle banche con un sistema di incentivi statali che in questo scenario aiuti gli imprenditori nella ricapitalizzazione delle imprese. Donadi è intervenuto con alcune proposte per portare il sistema economico-finanziario verso una situazione più favorevole. Tra queste: il ridisegno del modello dei distretti, la detassazione degli utili reinvestiti in azienda e l’eliminazione di alcune asperità dell’Irap attraverso una riforma fiscale. Riprendendo il suo intervento iniziale, Donadi ha sottolineato come impiegando meglio la liquidità disponibile nella Cassa Depositi e Prestiti si avrebbe contribuito a migliorare la solvibilità delle PMI, consentendo così al sistema bancario di mantenere un più alto livello di fiducia. Anche per Polidori infine un aiuto concreto alle PMI potrebbe arrivare da una diversa politica sui distretti e sulle aggregazioni di impresa: Basilea 2 doveva essere uno strumento di trasparenza, purtroppo è stata applicata male.

L’ultimo argomento discusso ha riguardato il fisco come fardello per il sistema imprenditoriale, visto l’alto livello di tassazione, e la ricerca di un possibile aiuto per le imprese. Per
Gibelli il periodo che stiamo attraversando sicuramente non consente particolari manovre di riduzione della pressione fiscale nel breve termine. Tuttavia si potrebbe ugualmente favorire una maggiore competitività del Paese attuando piccoli aggiustamenti nel sistema economico, ad esempio intervenendo sul costo dell’energia dal momento che questo rappresenta una voce importante nel bilancio delle imprese. A livello nazionale la tariffa si forma quotidianamente come prezzo medio di 7 macro aree che però presentano tariffe assai diverse per kw/h. Se si riducesse con opportune azioni il numero delle macro aree da 7 a 3 si potrebbe ottenere una diminuzione del costo nazionale dell’energia, per una valore complessivo di circa 2 miliardi di euro. Anche secondo Donadi attualmente le manovre per una riduzione della pressione fiscale sono scarse, a causa del forte livello di debito pubblico. Gli unici interventi immediati e a costo zero riguardano una traslazione di fiscalità dal mondo del lavoro alle rendite improduttive e alle speculazioni finanziarie. Colaninno è intervenuto evidenziando la necessità di una riconciliazione fiscale, in quanto il livello di tassazione è molto alto soprattutto in relazione alla percezione dei servizi pubblici erogati. Tuttavia anche per Colaninno questo risulta attualmente di difficile applicazione viste le condizioni della finanza pubblica. Polidori infine ha sottolineato come la delicata situazione finanziaria del Paese renda necessario agire altrove: riducendo alcuni costi (come ad esempio quello dell’energia proposto precedentemente da Gibelli) e diminuendo gli sprechi nel segno dell'efficienza.

Una delle domande conclusive del pubblico ha riaperto il problema del sistema finanziario italiano: considerando che lo Stato e le grandi imprese pagano i propri fornitori con scadenze eccessive, come è possibile tutelare il credito delle imprese? La risposta fornita da Colaninno è stata chiara: lo Stato deve cominciare a restituire le somme dovute alle imprese, oscillanti tra i 30 miliardi (secondo Tremonti) e i 70 miliardi (secondo invece Marcegaglia) di euro. Restando in tema, il Presidente di Apindustria Vicenza ha concluso il convegno con la richiesta alla X Commissione Attività Produttive di un progetto sul sistema dei pagamenti che si avvicini a quello Europeo per quanto concerne la durata dei tempi di dilazione.


I relatori

Matteo Colaninno (Componente X Commissione Attività Produttive – Camera Deputati, PD)

Massimo Donadi (Capogruppo Camera Deputati, IdV)

Andrea Gibelli (Presidente X Commissione Attività Produttive – Camera Deputati, Lega Nord)

Catia Polidori (Componente X Commissione Attività Produttive – Camera Deputati, PdL)

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